I RIFORMISTI E IL ' FATTORE UMANO'

 

Alesina e Giavazzi hanno rotto l'armonia degli opposti presentando un decalogo 'terzo' sia rispetto alle proposte del PD che rispetto agli orientamenti lanciati alcuni giorni fa da Confindustria, e diverso, nella sua completezza, dai tanti (troppi) testamenti governativi. Lette le dieci proposte mi sono accorto che otto – dico otto! - erano quelle contenute nel 'Progetto per l'Italia' che il PSI presenterà a Fiuggi all'inizio di dicembre, in una convenzione congressuale aperta cui parteciperanno i riformisti di diverso orientamento, tutti rigorosamente uniti dall'amore per l'Italia. Il 'fattore umano' inteso come investimento sul futuro, sulle idee e sulle generazioni del futuro, è l'elemento che unifica il nostro lavoro. Due dubbi ed un paio di correzioni. Perplessità sull'art. 8 della manovra finanziaria: bene le scelte a livello aziendale ma una maggiore libertà di licenziamento, in quei termini, è davvero utile? Non converrebbe un nuovo 'Statuto dei Lavori' che tutelasse chi non gode di nessun ammortizzatore sociale e riscrivesse la cornice delle relazioni nel mondo del lavoro ora che l'Italia è profondamente cambiata? Secondo. Chiarimento sui salari regionali: soluzione che si presta a molti equivoci. Le correzioni. Accanto alla flexsecurity prevedere, per chi ne gode, l'offerta gratuita di servizi a vantaggio della comunità. Infine, una robusta riforma dell'università non avendo né Berlinguer né la Gelmini adottato provvedimenti che abbiano favorito la valorizzazione dei nostri atenei e dei nostri corsi di laurea. Basterebbe un richiamo, con relativa applicazione, all'art. 34 della Costituzione: 'I capaci e meritevoli...'. Il merito e la dignità, appunto, come criterio di valutazione di docenti e studenti e motore del mondo della conoscenza. L'Italia vive una stagione di profonda mutazione. I nodi da sciogliere vanno tagliati adottando misure originali, spesso eretiche rispetto alla consuetudine perchè siamo di fronte ad una società diversa anche da quella del recente passato. Servono una lettura corretta di questa Italia, poi propositi innovativi e quindi coraggio nella loro applicazione. Lungo queste tracce. Riccardo Nencini Segretario nazionale PSI